#Fertility day: una campagna sbagliata

Posted by Aurora |02 Sep 16 | 1 comments

Oggi su “La Repubblica” nella sezione commenti a pg. 28 e’ stato pubblicato un estratto dalla lettera che ho inviato al Ministro Lorenzin riguardo la campagna #FertilityDay. Qui di seguito trovate l’intero contenuto della lettera da me inviata.

Gentile Ministro Lorenzin,

Sono una dottoranda in comunicazione presso l’Universita’ di Miami e il mio ambito di ricerca e’ la comunicazione della salute. Questa disciplina e’ ancora agli albori in Italia, da qui la mia scelta e necessita’ di studiare e fare ricerca altrove. Le scrivo in merito alla campagna di comunicazione recentemente promossa dal Ministro della Salute circa il tema della fertilita’. Sono convinta che questa campagna sia stata fatta con le migliori intenzioni e che il tema della fertilita’ meriti un ruolo di primo piano. Tuttavia, se il mio ambito di ricerca fosse un po’ meno oscuro ai suoi consulenti e collaboratori presso il Ministero, tale campagna cosi come e’stata strutturata non avrebbe mai visto la luce. Mi permetto di illustrarle in pochi punti le ragioni per cui questa campagna non funziona e non funzionera’.

1) La campagna e’ stata costruita non tenendo conto delle persone alle quali e’ destinata e dell’attuale clima di sfiducia e preoccupazione per il futuro. In Italia oggigiorno la stragrande maggioranza dei giovani non ha possibilita’ di garantirsi sicurezza economica e/o autonomia, a dispetto dei grandi sacrifici loro e delle loro famiglie. Il vostro messaggio fa arrabbiare, e ferisce, ben piu’ di una generazione. Avete basato il vostro lavoro su un pregiudizio, non su una rigorosa analisi sociale, economica e comportamentale delle persone nel vostro Paese, come auspicabile da parte di un Ministero.

2) Il tipo di strategia che avete adottato per il messaggio della donna con la clessidra voleva essere un “fear appeal”, un messaggio creato per convincere le persone ad adottare un comportamento preventivo suscitando in loro un sentimento di paura o preoccupazione per le consequenze di un comportamento dannoso (l’attesa a fare figli, in questo caso). Tuttavia, mi chiedo se il messaggio sia stato pre-testato con l’audience di riferimento. Il messaggio sembra infatti sia stato percepito dalle persone come un “guilt appeal”, ovvero, appello alla colpa. Al contrario del fear appeal, il guilt appeal punta a far leva sulla discrepanza tra il comportamento tenuto da una persona e il comportamento ideale che la persona dovrebbe tenere. Una campagna che utilizzi tale strategia, per funzionare, deve fornire una soluzione pratica per far si che le persone possano cambiare il proprio comportamento attuale, adottando quello auspicato. Se manca la “soluzione” da seguire, il messaggio non ha effetto – anzi, le persone lo rigettano all’istante perche’ non possono fare altrimenti per ridurre la sensazione di colpa fastidiosa creata dal messaggio. La vostra campagna #FertilityDay e’ percepita come una semplice accusa a chi non ha ancora figli, non fornisce un’indicazione concreta alle persone su come ridurre le barriere che impediscono loro di fare figli.

3) Le barriere in questione in questo contesto, sono di natura economica e sociale (in poche parole: mancano soldi e strutture per il supporto della famiglia). Servono cambiamenti a livello politico per poter ridurre queste barriere. Se attuerete politiche mirate al sostegno dei giovani vi accorgerete che gli obiettivi della vostra campagna saranno facilmente raggiungibili pur con sforzi di comunicazione piu’ ridotti.

4) La vostra campagna e’ eticamente discutibile, e per certi aspetti crudele. Non tiene conto di tutti coloro che non possono o non riescono ad avere figli. Non considera l’adozione come possibile soluzione in caso di infertilita’. Immagino non abbiate considerato queste persone come vostro principale target di riferimento. Tuttavia, sono loro i primi protagonisti e testimoni delle difficolta’ di avere figli in tarda eta’. Piuttosto che ignorare la loro voce, sarebbe stato di grande beneficio chiedere loro aiuto e testimonianza.

5) La vostra campagna e’ stata percepita come discriminante nei confronti delle donne e su questo molte parole sono state gia’ spese. Tuttavia, ritengo la campagna sia piu’ discriminante nei confronti degli uomini, che vedono il loro ruolo di padre ingiustamente e pericolosamente sottostimato. Se la campagna vuole essere un invito al progresso in termini di parita’ nelle responsabilita’ di creazione e gestione della famiglia, qui siete partiti in retromarcia. In aggiunta, il messaggio sulla maggiore creativita’ dei genitori piu’ giovani e’ discriminante e ingiusto nei confronti di quelli meno giovani, che a prescindere dalla loro eta’ cercano di fare del loro meglio per crescere figli sani e felici. Queste vostre affermazioni, sono fondate su solide basi scientifiche?

6) La campagna #FertilityDay cosi’ costruita non e’ un tentativo di promozione della salute. Le campagne per la salute hanno come unico scopo educare le persone a prevenire e gestire le malattie. La scelta di non fare figli non e’ una malattia. E’ una scelta reponsabile e ponderata che tiene conto di diverse esigenze, personali ed economiche. Una campagna di comunicazione per la salute sulla fertilita’ per essere definita tale, dovrebbe riportare, per esempio, informazioni su come limitare le cause di inferitilita’ ove possibile, o come e dove contattare esperti e servizi medici adeguati. So che lo scopo della campagna include fornire informazioni di questo tipo, ma purtroppo gli slogan creati hanno sopraffatto queste intenzioni, trasformando la campagna in un boomerang.
Queste sono solo alcune delle motivazioni principali per le quali la campagna di comunicazione #FamilyDay cosi realizzata, in mia opinione, avrebbe potuto essere rigettata a tavolino molto tempo fa. Questo genere di problematiche sono quelle che insegno e discuto coi miei studenti iscritti ad un corso di laurea equipollente alla nostra triennale italiana qui in universita’. Se lo riterra’ opportuno, suggeriro’ a lei e ai suoi colleghi delle letture e dei casi che vi aiuteranno in futuro ad evitare di specare soldi pubblici e di suscitare l’ira di un intero Paese.

Vi ringrazio per l’attenzione e vi porgo

Distinti saluti,

Aurora Occa


1 Response

  • Giorgio Ratti/ 19 Jul 18 @ 11:53 PM Reply

    Ben detto! UNa bellissima e interessante lettera

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